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N.31 - Aprile 2010
E venne il giorno...della
critica artistica
Bentornati,
Vi
dico subito che questo mese è stato un mese di super
lavoro. Lo testimoniano le 4 , opere che presento.
In particolare il trittico Alumni
nelle tre tonalità rosso, verde e
giallo che sono un vero e proprio spettacolo per
gli occhi, ma anche di un classico "Dolci
Pensieri".
Inoltre
vi invito agli appuntamenti dal vivo dove potremmo
incontrarci e potrete vedere le mie opere.
Come
vedete dal titolo, cedo alla lusinga di Lucia Barba
che mi ha omaggiato di una critica artistica, e che
la mia vanità d'artista mi costringe a pubblicare
integralmente .
Vi
saluto e vi
lascio con il testo integrale della critica
artistica .
Gianni
Giovanni Coscarelli – Creatore di immagini
Giovanni Coscarelli è una mente fresca e creativa
che, attraverso un personalissimo linguaggio
pittorico preso a prestito anche dalla grafica
pubblicitaria (Armando Testa, Lorenzo Mattotti ,
Emilio Tadini), comunica e racconta tutto ciò che
gli sta intorno.
L’artista, informatico di professione, da più di
dieci anni ha incontrato il piacere della pittura e
senza sosta crea e sperimenta con coraggio, sfidando
la complessità di temi attuali (la solitudine, il
rifiuto, l'amore) trattandoli con le tecniche
tradizionali della pittura, con risultati
incredibili.
Lui stesso si definisce “un equilibrista tra design
e arte” perché dice che con il suo lavoro artistico
riesce a combinare il “saper fare” alla pura
intuizione creativa.
Osservando attentamente le opere di Coscarelli si
rintracciano echi della cultura neo-pop di Keith
Haring, il grande esponente della street art
newyorkese, con dei richiami all'arte di Ugo
Nespolo.
In particolare della sua pittura si può dire che
questa è influenzata dalla corrente pop per i colori
e dal design italiano per le forme, non togliendo
assolutamente nulla allo stile personale ed unico
dell’artista.
Il disegno, la
pittura, la grafica e il design non sono altro che i
diversi modi in cui egli
reinterpreta ciò che vede e percepisce, propone
ritmiche creazioni variopinte in una continua
sperimentazione
di linguaggio.
Molto della sua pittura ci ricorda l'infanzia,
l'illustrazione, il gioco di ricondurre a semplici
linee, concetti complessi, resi con estrema
leggerezza e soavità.
La sua arte e la sua produzione si caratterizzano
per un forte accento trasgressivo e ironico, un
linguaggio in apparenza semplice ma di forte impatto
visivo, queste sono opere che saturano il luogo
senza mai appesantirlo.
Giovanni prende la realtà, la studia, la destruttura
e la reinterpreta in modo da provocare percorsi e
sensazioni, ci racconta un mondo favoloso, fatto di
luce e colore, con dei fondi minuziosi, curatissimi,
un coloratissimo e contemporaneo horror vacui, fatto
di pois, stelline, fiori e nuvolette che incornicia
tutte le sue opere come le Lolly Pop dove ci
introduce nel fantastico mondo delle bamboline dai
capelli colorati, delicate e sognanti, principali
protagoniste delle suo immaginario artistico.
Si confronta e gioca con i grandi maestri della
pittura ed ecco nascere opere come Monna Rosa
e La Maya e la Playa, chiaro omaggio alla
Monna Lisa di Leonardo e alla Maya Desnuda
e alla Maya Vestida
di Goya o ancora quando le sue opere nascono dai
suggerimenti di amici come La Pistrice
nata da un suggerimento degli amici del Gruppo
Archeologico Salernitano, dove Coscarelli cita la
Pistrice presente nella lastra marmorea murata alla
base del campanile della chiesa di "Santa Maria
Assunta di Positano"(Sa).
Suggestive e poetiche le opere con le combinazioni
di bianco e nero come sfondo alla sempre
coloratissima composizione, le scale di grigio per
giocare sulle ambivalenze, sul messaggio, sulle
sfumature, sui contenuti, come l'interessante
lavoro La paura è fatta
di niente nato dalla collaborazione con
Rosa Tiziano Bruno,
autrice della poesia che compare sullo sfondo, per
la mostra di Mail Art che si è tenuta a marzo ad
Acqui Terme.
Ogni quadro ha una storia a sé, intimamente legato
al proprio titolo, questi sono sempre accompagnati
da piacevoli didascalie descrittive, vero
complemento all'opera.
Lucia Barba
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